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Roma - Torino - Cagliari, anno del Signore 1748.
In Vaticano giace avvelenato Don Anselmi, segretario privato del Santo Padre. Nessun rumore, nessun testimone. L'ultimo visitatore: un sacerdote venuto da Cagliari. Nome: Meloni.
Il capitano Salvatore Mancini, il disvelatore di Santa Caterina, riceve una bolla pontificia: pieni poteri anche contro i chierici. E tuttavia resta ufficiale della Corona a Torino. Due sigilli, un solo investigatore - e un caso destinato a essere stritolato tra il cerimoniale di corte e il diritto canonico.
La pista non segue vie eroiche, ma sentieri asciutti: registri e notai, locande e liste dei porti, cancellerie e confessionali. Ogni passo apre una porta - e ne chiude tre. Fascicoli scompaiono, testimoni ritrattano, alleati vacillano. A Torino si fanno i conti, a Roma si minaccia, a Cagliari la verità manda un lezzo che sale fino al cielo. Il nome Meloni ritorna. Ogni volta più vicino.
Più Mancini avanza, più il delitto si fa politico. Se parla, spezza le catene di comando; se tace, la verità viene sepolta. Fra Corona e Croce non si decide chi ha ragione, ma chi pagherà il prezzo.
Un romanzo storico cupo e costruito con rigorosa precisione, su potere, coscienza e calcolo delle istituzioni. Per lettori e lettrici di Eco, Parot, Camilleri - e per tutti coloro che sanno che la verità non è una luce. La verità è un coltello.