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Do 30 dni za vračilo
Un noir psicologico molto intenso, che riesce a trasmettere sia la claustrofobia interiore del protagonista sia la decadenza della città come specchio della sua ossessione. Marco è un narratore inaffidabile, convinto di essere salvatore, ma in realtà è sempre più divorato da pulsioni oscure.
INDICE:
INIZIO
CAPITOLO 1
- Arrivo a via del porto
- Il taccuino
- Estratto dal taccuino di Marco
- L'occhio nascosto
- Voci attraverso il muro
- I fiori del male
- La maschera sociale
- La soglia
- La crepa nel muro
- Il taccuino sanguina
- Disegno di Elena
- Disegno della vicina
- Il coccodrillo si avvicina
- La lunga notte
- Il doppiocchio del sogno
- Il laboratorio della giustizia deviata
- Fantasmi
- Il volto della verità
- La frattura
- Il coccodrillo
CAPITOLO 2
- Il casolare
- Il forestiero gentile
- Il mercato dell'immacolata
- Roma, Dicembre 2025
- Spello La voce del coccodrillo
- Roma Le ombre del fantasma
- Spello, 23 Dicembre 2025
- Spello, la cena di natale
- Spello, il capodanno
- Roma, Gennaio 2026 La seduta
- Spello, La colazione del paese
- Inventario di un avvicinamento e di una distorsione
- Dottor Jekyll & Mr Hyde
- Roma, LoScricchio
- Spello, La calma prima della tempesta
CAPITOLO 3
- L'infanzia che scava
- Roma, 2013 Il metro prima
- Sotto la pelle
- Roma, San Lorenzo
Alle 7:58 il timbro sul cartellino segnò il suo ingresso. Due minuti prima dell'orario, come sempre. Non era pignoleria, era un rituale: l'unico modo per convincersi che la giornata non avrebbe vinto su di lui. Il resto dei colleghi passava distratto con il caffè in mano e lo sguardo spento. Nessuno notava la precisione, nessuno mai notava lui.
Marco, 33 anni, lavora come autista notturno per una compagnia di trasporti urbani. Vive da solo in un piccolo appartamento anonimo, arredato in modo essenziale, nel quartiere San Lorenzo. Guidava per le strade della città con il taxi aziendale, sedile consumato e odore di plastica vecchia. La città non dormiva mai, ma non era viva. Era un organismo malato che tossiva fumo e scorie, un labirinto di facciate illuminate e vite marce dietro le finestre.
Durante i turni annota mentalmente dettagli delle persone che incontra: scarpe consumate, un tic nervoso, la marca di un profumo. Per lui ogni dettaglio è un indizio per ricostruire la vera persona dietro la maschera.
I passeggeri salivano e scendevano senza mai incrociare davvero i suoi occhi. Gli bastava osservarli di riflesso, nello specchietto retrovisore. Scarpe consumate, mani che tremano, voci troppo veloci o troppo lente. Bastavano pochi dettagli per capire chi avevi davanti. O almeno, era ciò che Marco amava credere.
Quella sera, a un incrocio qualsiasi, salì una ragazza...
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