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Questo terzo volume di Sionistica segue il progetto politico inaugurato a Basilea e approdato alla Dichiarazione Balfour per entrare nel laboratorio contraddittorio del Mandato britannico (1917-1939). È la stagione delle promesse e delle fratture, in cui lo stesso linguaggio amministrativo-quote migratorie, licenze edilizie, mappe agrarie, comitati municipali-viene usato da due nazionalismi contrapposti per costruire legittimità e potere.
Il lettore ritroverà gli atti ufficiali del Mandato, le carte della Jewish Agency e del Supreme Muslim Council, le voci della stampa ebraica e araba, i dibattiti di Westminster e della Società delle Nazioni. A specchio, documenti e narrazioni mostrano come lo Yishuv elabori scuole, sindacati e milizie in una quasi-amministrazione, mentre la società arabo-palestinese, tra municipalità e rivolte, tenta di federare istituzioni spesso decapitate dalla repressione.
Il volume attraversa la rivolta del 1936-1939, i rapporti Peel e Woodhead, il Libro Bianco del 1939, e restituisce il Mandato come un "cantiere di Stato" doppio e incompiuto. Mappe e grafici chiariscono corridoi e costi, bilanci e flussi; i dossier rivelano come ogni crisi diventi precedente, ogni precedente regola. È il tempo in cui la politica si traduce in procedure, e le memorie in archivi di carte e di lutti.
Poche certezze, molte prove, nessuno slogan: il libro offre al lettore la possibilità di vedere come si formano due progetti nazionali dentro la stessa gabbia amministrativa. Un passaggio obbligato prima del quarto volume, che seguirà la frattura bellica della Shoah, il confronto internazionale all'ONU, la partizione e la guerra del 1947-49.
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